La storia a puntate: dalle origini ad oggi
Parte 6 - In viaggio fra i popoli che abitarono il nostro territorio.
Giuseppe Piemontese
L’arrivo dei Normanni troverà quindi il terreno fertile per una rinascita globale della Puglia e delle sue città, dovuta, come abbiamo detto, al lavoro e allo spirito di iniziativa di uomini e ceti meridionali che, di quell’amalgama etnico (romani, cristiani, longobardi, bizantini, arabi, slavi), si erano andati via via latinizzando.
L’incontro fra Normanni e Melo da Bari, esponente più insigne dell’antibizantinismo pugliese, avvenne proprio nel santuario di San Michele sul Gargano.
Qui Melo chiese aiuto, nella sua lotta contro i Bizantini, ad un gruppo di pellegrini normanni tornati dalla Terrasanta.
Da questo momento, anno 1017, i Normanni, tornati in forze in Capitanata, sconfiggono i Bizantini, iniziando così la conquista normanna dell’Italia meridionale.
La relativa stabilità del loro dominio creerà le condizioni per una rinascita economica e sociale, tanto più che l’atteggiamento normanno fu abbastanza elastico nei confronti delle autonomie e dei privilegi conquistati dai ceti urbani ormai in espansione.
Tale spirito di autonoma volontà politica determinerà sul Gargano, alla fine del XI secolo, la nascita di un vero e proprio “Comitatus”, ad opera del conte Enrico.
Di esso faranno parte diversi centri garganici in una perfetta unità di intenti politici e di scambi economici e culturali.
Ma espressione di questa età saranno le cattedrali romaniche, simbolo di rinascita spirituale ed economica.
La Daunia, con le sue diocesi e con il fervore di vita che si manifesterà specie nei centri urbani costieri, parteciperà attivamente alla rinascita culturale della Puglia, che vedrà proprio sotto i Normanni, una grande fioritura di chiese, palazzi e castelli.
Ne sono esempi emblematici le chiese di Santa Maria e di San Leonardo di Siponto, le cattedrali di Bovino, Vieste, Canosa, Troia, Foggia, l’Abbazia di Santa Maria di Tremiti, il Battistero di San Giovanni in Tumba e la chiesa di Santa Maria Maggiore in Monte Sant’Angelo.
In queste costruzioni si afferma, per la prima volta, un nuovo linguaggio artistico, autonomo ed innovativo, per forma ed espressività, rispetto a quello bizantino.
Il distacco fra cultura bizantina e cultura occidentale si affermerà principalmente nell’architettura e nella scultura (non tanto nella pittura), là dove, già nell’XI secolo, si formeranno, a grandi linee, i caratteri dominanti del linguaggio romanico, le cui caratteristiche e peculiarità avranno la loro fucina in vere e proprie scuole o botteghe artigianali.
Antesignana in questo senso sarà la figura dell’Acceptus, arcidiacono e scultore, autore di alcuni pulpiti fra i più importanti e significativi della Puglia per espressività artistica e per datazione.
E ci riferiamo al pulpito della cattedrale di Siponto recante su una trave l’anno 1039 e quello del santuario di San Michele recante sul leggio del lettorino la data 1041.
Continua…
torna indietro..
|