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La storia a puntate: dalle origini ad oggi
Parte 3 - In viaggio fra i popoli che abitarono il nostro territorio.

Giuseppe Piemontese

La presenza dei Dauni in terra garganica, oggi, è testimoniata dal ritrovamento di numerose stele, ubicate un po’ dovunque sull’intero territorio garganico, da quello di Monte Saraceno fino alla zona di Beccarini, Versentino e Cupola in territorio sipontino.
L’eccezionalità di questo materiale archeologico consiste nella sua originale iconografia e nella sua singolare unicità artistica. Le stele, infatti rappresenterebbero una delle testimonianze più complete di un popolo protostorico, quali furono i Dauni, che dal IX secolo fino al VI si stanziarono nella Puglia settentrionale, creando le basi per una fiorente civiltà protogreca in terra garganica.
La necropoli di Monte Saraceno dell’età del Ferro, con le sue 400 tombe, sarebbe uno dei primi insediamenti liburnici esistenti sulle sponde lagunari del Gargano.
La colonizzazione greca si venne ad inserire proprio allorquando era fiorente la civiltà dauna, caratterizzata da un ricco mondo religioso e da una fiorente cultura artistica. Cause che ancora non ci sono chiare faranno scomparire tale civiltà, per dare posto a quella greca, che si svilupperà in tutta l’Italia meridionale.
Il sorgere di numerose città daune di origine greca, fra cui Argyrippa, Arpi, Canosa e la stessa Siponto, sconvolgerà e altererà il substrato culturale della zona, tanto da far perdere gradualmente alla civiltà dauna la sua originalità e la sua specificità etnica.
Infatti la stessa stratificazione dei miti e dei culti di origine greca, subentrati probabilmente a quelli di origine locale (per esempio il culto di Calcante in sostituzione forse ad un culto riguardante un mitico e leggendario re dauno di nome Kalchos), è l’esempio più evidente di una perdita di identità etnica e quindi l’inizio di un rapido processo di sincretismo culturale.
La Daunia, con i suoi centri urbani, entrerà nell’ambito della civiltà romana nella seconda metà del IV secolo a.C., allorquando, nella lotta contro i Sanniti, le città daune abbracceranno la causa di Roma.
Durante il periodo romano la Daunia si arricchirà di numerose città fra cui Teanum, Apulum (l’attuale San Paolo Civitate), Arpi (7 km. a N-E di Foggia), Salapia, Ausculum (Ascoli Satriano), Aecae (l’attuale Troia), Herdonia (Ordona), e la stessa Siponto, divenuta ormai una delle città più importanti della Daunia sia per la sua cultura sia per il suo sviluppo economico, dovuto in parte al suo commercio marittimo e alla sua posizione quale ponte fra il mondo occidentale e quello orientale.
La maggior parte di questi centri era collegata da una fitta rete stradale, fra cui la più importante era la Via Traiana, che passava per Aecae (Troia) ed Herdonia e quella che toccava Arpi e giungeva a Siponto per poi proseguire verso Bari.
Generalmente quasi tutti i centri garganici erano collegati attraverso i famosi “tratturi”.
Lungo la costa garganica troviamo Merinum, Apenestae, Portus Agasus e Matinum, mentre all’interno vi era Uria, tra Cagnano Varano e l’attuale Carpino e Devia.
In età tardo-antica questi centri si trasformeranno gradualmente in “vici” e quindi in vere e proprie unità insediative, che, in seguito, formeranno i futuri insediamenti medievali garganici.
In questo periodo la Daunia, proprio per la sua posizione intermedia fra Occidente e Oriente, subirà lo scontro fra il mondo romano-germanico e quello bizantino.

Continua…


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