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La storia a puntate: dalle origini ad oggi
Parte 1 - In viaggio fra i popoli che abitarono il nostro territorio.

Giuseppe Piemontese

Nella storiografia classica e moderna il Gargano ha rappresentato sempre un mondo a se stante, vuoi per la sua posizione geografica, ai confini fra il mondo occidentale e quello orientale, vuoi per una inspiegabile mancanza di conoscenze delle sue popolazioni, vissute per millenni ai margini delle grandi migrazioni eurasiatiche, di cui, fino a pochi decenni fa, la Puglia meridionale era la sola beneficiaria etnica e culturale.
Oggi queste affermazioni, dopo i recenti studi effettuati in campo archeologico, hanno subito un evidente capovolgimento, in quanto, proprio attraverso riscontri di numerosi ritrovamenti archeologici, effettuati in quasi tutto il territorio garganico, si sta dimostrando il contrario.
Infatti i numerosi reperti archeologici che vanno dal Paleolitico inferiore fino al periodo della colonizzazione greca, stanno a dimostrare che il Gargano è stato al centro di un processo evolutivo e culturale fra i più proficui di tutta l’Europa occidentale e che, già in epoca preistorica, l’uomo paleolitico aveva una sua diffusa presenza in diverse zone del Gargano, da quella di Grotta Paglicci in territorio di Rignano Garganico, a quella di Tegliacantoni presso Peschici, dalla località Defensola presso Vieste a quella di Foce Romondato presso Rodi Garganico, fino alla Grotta Spagnoli in agro di Rignano Garganico e alla zona Due Ulivi presso Mattinata.
Di tutte queste zone l’insediamento di Grotta Paglicci rappresenta ormai un caposaldo nello studio della civiltà paleolitica in Italia e in Europa, sia per la varietà degli strati archeologici ivi rinvenuti e documentati attraverso un ricco corredo di reperti riguardanti la flora, la fauna e le condizioni dell’uomo preistorico, sia per la presenza delle più antiche pitture rupestri, rinvenute finora in Italia.
Il passaggio dal Paleolitico al Neolitico comportò una diversa ridistribuzione spaziale degli insediamenti. Infatti con il Neolitico, in conseguenza della civiltà basata sull’agricoltura e quindi su una diversa utilizzazione dei terreni fertili e pianeggianti, l’uomo preferì insediamenti più stabili e quindi una più razionale pianificazione territoriale.
Nascono così i villaggi trincerati che si spargono un po’ dovunque lungo le coste garganiche e nella pianura del Tavoliere, dove si distingueva, per grandezza e importanza, il villaggio trincerato di Passo di Corvo, che oggi rappresenta un “unicum” nel processo di civilizzazione del Neolitico dauno, mentre in territorio sipontino nascevano e si sviluppavano gli insediamenti di Monte Aquilone, Masseria Candelabro, Masseria Fontanarosa, Masseria Valente e Coppa Santa Tecla.

Continua…


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