Le stimmate (parte 2)
Le stimmate, segno inconfondibile del dolore di Cristo..
Piemontese Amina
E’ ancora a Padre Benedetto che Padre Pio scrive, raccontandogli della mattina del 20 settembre:
“...Cosa dirvi a riguardo di cio' che mi domandate, del come sia avvenuta la mia crocefissione ? Mio Dio ! Che confusione e che umiliazione io provo nel dover manifestare cio' che Tu hai operato in questa meschina creatura!!!
Era la mattina del venti settembre. Ero nel coro, dopo la celebrazione della santa messa, allorche' venni sorpreso da un riposo simile a un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni nonche' le stesse facolta' dell'anima si trovarono in una quiete indescrivibile.
In tutto questo vi fu totale silenzio intorno a me. Vi subentro' subito una gran pace ed abbandono alla completa privazione del tutto ed una posa nella stessa rovina.
E tutto questo avvenne in un baleno. E mentre tutto questo si andava operando, mi vidi innanzi un misterioso Personaggio, simile a quello visto il 5 agosto, da cui si differenziava in questo solamente, che aveva le mani, i piedi e il costato che grondavano sangue. La sua vista mi atterri'...cio' che sentii in quell'istante non saprei dirvelo...mi sentivo morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore che sentivo sobbalzare dal petto.
La vista del Personaggio si ritiro' ed io mi avvidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue!
Immaginate lo strazio che sperimentai e che vado esperimentando continuamente quasi tutti i giorni; la ferita del cuore getta assiduamente del sangue, specie dal giovedi' sera fino al sabato.
Padre mio, io muoio di dolore per lo strazio e la confusione susseguente che io provo nell'intimo dell'anima ! Temo di morire dissanguato se il Signore non ascolta i gemiti del mio povero cuore col ritirarsi da questa operazione...
Mi fara' questa grazia Gesu' che e' tanto buono? Togliera' almeno da me questa confusione che io esperimento per questi segni? Innalzerò forte la mia voce a Lui e non desistero' dallo scongiurarlo affinche' la sua Misericordia ritiri da me non lo strazio e il dolore, perche' lo veggo impossibile dato che io voglio inebriarmi di dolore, ma questi segni esterni che mi sono di una confusione indescrivibile...”
(Epistolario I - pagg.1093-1094)
Ma come ogni evento di particolare intensità, il fenomeno mistico delle stimmate suscitò reazioni diverse. Nacque una vera e propria controversia con le autorità ecclesiastiche.
Sia la scienza che la Chiesa si interessarono del singolare prodigio. Il Santo Uffizio inviò dal frate medici e teologi per esaminare il fenomeno.
Le relazioni dei medici furono contrastanti. Per questo motivo la Santa Sede interruppe le visite, per imporre a Padre Pio restrizioni durissime, fino a vietargli di celebrare messa o di intrattenere qualsiasi relazione, seppure epistolare, con i fedeli.
Nel frattempo, centinaia di persone raggiungevano ogni giorno il piccolo convento del Gargano, soprattutto dopo che la stampa iniziò ad occuparsi del fenomeno. I fedeli attendevano per ore Padre Pio, invocando il suo nome come quello di un Santo. Queste erano considerate dai nemici del frate come reazioni incontrollate di puro fanatismo.
Per anni Padre Pio visse come un monaco di clausura, fino alla definitiva revoca di qualunque restrizione, decisa da Papa Pio XI, nel 1933.
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